Torino 10 Luglio 2010 Antirazzista. Chiudere i CIE subito!

23 Giugno 2010

http://tuttosquat.net/img/gallery/manifesto-10-luglio-chiudere-i-cie-4c24e488888e6.jpg
Torino 10 luglio. Corteo e concerto contro i CIE

Il 10 luglio si svolgerà a Torino un corteo contro i CIE cui seguirà un
concerto davanti alle mura della prigione per migranti di corso
Brunelleschi.

Il corteo è indetto da un ampio cartello di centri sociali, case occupate,
sindacati di base, associazioni di migranti e GLBT, gruppi politici e
sociali.
Tutti coloro che condividono l’appello – che trovate sotto - sono invitati
a partecipare.
Ogni lunedì, presso radio Blackout in via Cecchi 21 si svolgono le
riunioni organizzative aperte a tutti gli interessati.

Venerdì 2 luglio ore 21 – sempre presso radio Blackout che per l’occasione
mette a disposizione i propri spazi – assemblea cittadina sui CIE in vista
del corteo del 10.

Sabato 3 luglio – ai giardini (ir)reali – corso s. Maurizio angolo via
Rossini, grigliata benefit per finanziare l’iniziativa.

Il corteo partirà alle 16 da piazza Sabotino e si concluderà davanti al
CIE con un concerto serale con Fucktotum - Paranza del Geco (Afrotaranta)
– Marco Rovelli_LibertAria – Extra - Nadya.

Questo è l’appello per il 10 luglio:

Chiudere i C.I.E. subito!

…Tutto e cominciato con la paura dello straniero, dell’immigrato che
invade le nostre strade portando delinquenza, degrado e insicurezza. Un
sentimento diffuso ad arte dalla stampa e dalle televisioni, che vede
uniti i politici di destra e di sinistra in una guerra ai poveri che ha il
solo scopo di coprire le falle di un sistema in crisi reintronducendo
nuove forme di schiavismo ed emarginazione.
Al culmine di questa deriva razzista delle moderne democrazie, le
politiche della fortezza Europea prevedono le chiusure delle frontiere,
l’espulsione sistematica degli immigrati irregolari e l’istituzione di
centri che in molti non esitano più a chiamare Lager.
Mentre il presidente del consiglio dichiara che l’Italia non è un paese
multietnico e il ministro dell’interno dice che bisogna essere cattivi con
i clandestini, la polizia si trova investita di poteri eccezionali che con
sempre più drammatica frequenza si trasformano in pestaggi e retate,
ricatti, stupri, umiliazioni, carcere e disperazione per chi è giunto in
questa terra abbagliato da falsi miraggi e costretto da condizioni di vita
sempre più difficili nel sud del mondo.
Isolati dal resto della società e circondati da un muro di silenzio e
indifferenza generale, i centri di identificazione ed espulsione (ex
C.p.t. recentemente ribattezzati C.i.e.) sono tuttavia divenuti negli
ultimi tempi, anche a causa dell’inasprimento della detenzione previsto
dall’ultimo pacchetto sicurezza, luoghi di lotta e resistenza dalle molte
forme.
Fortunatamente, mentre dentro si susseguono proteste e scioperi della
fame, evasione e rivolte, c’è ancora chi davanti a queste oscenità
solidarizza con gli oppressi e cerca di diffondere una cultura e una
pratica ispirata ai principi di libertà e uguaglianza.

Per questo sentiamo la necessità di unire ancor più le forze e di
organizzare per il 10 di luglio una giornata di mobilitazione contro i
C.I.E. caratterizzata da un corteo, con concentramento in piazza Sabotino
alle ore 16, e da un concerto sotto le mura del C.I.E. a partire dalle 21,
che possa essere un momento di convergenza delle molteplici ed eterogenee
lotte ed esperienze antirazziste.
Tutti i soggetti e gli individui interessati a definire e costruire questa
giornata sono invitati a partecipare alle riunioni presso la sede di radio
Blackout (via Cecchi 21/A) tutti i lunedì alle ore 18,30.
Chiudere i C.I.E. subito!

10luglioAntirazzista

Hanno dato sinora la loro adesione:
Rete migranti Torino
Collettivo immigrati autorganizzati
Collettivo Gabelli
Federazione Anarchica Torinese - FAI
CSOA Askatasuna
CSOA Gabrio
Torino Squatter
Circolo di cultura GLBT Maurice
Sinistra Critica
Confederazione Unitaria di Base – Federazione di Torino
Unione Sindacale di Base - Federazione di Torino
No Tav – Autogestione - Torino
No Tav Torino
Comitato antifascista “18 giugno”
Comitato pace di Robassomero

Per info, contatti, adesioni:
Cinzia:
340.8572178; cinziatrentanelli@yahoo.it

Maurizio:
349.2703029; mura_maurizio@hotmail.com

Maria:
338 6594361; noracism@inventati.org
***

Inoltriamo questo appello per invitarvi ad aderire alla mobilitazione che prenderà forma nella giornata del 10 Luglio 2010 al fine di sensibilizzare la popolazione sulla necessità di chiudere i C.I.E.

Chiediamo alle soggettività sinceramente solidali con gli immigrati di prendere una posizione netta e definitiva in favore della chiusura di queste prigioni per disoccupati stranieri, strutture che ormai in molti non esitano a definire lager, dove nell’indifferenza generale si consumano tragedie e soprusi di ogni sorta.

L’idea nasce all’interno di un gruppo di giovani torinesi e sta prendendo vita grazie all’apporto di alcune realtà antirazziste torinesi: centri sociali e case occupate (C.S.O.A. Gabrio, C.S.O.A. Askatasuna, Torino Squatters…), associazioni di migranti (Rete Migranti Torino), circoli culturali e politici (Circolo Maurice, F.A.I.).

Un grande corteo comunicativo e pacifico partirà da p.zza Sabotino per concludersi davanti al C.I.E. di c.so Brunelleschi. Proprio lì, grazie al contributo di alcuni gruppi musicali di richiamo (Mau Mau, assalti Frontali, Paranza del Geco, Co’ Sang e altri), daremo il via a una grande kermesse musicale.

L’esibizione dei gruppi sul palco sarà inframezzata da una serie di interventi sulle condizioni di vita nei C.I.E., sui respingimenti in mare, sulla criminalizzazione della clandestinità, nella speranza di sensibilizzare una parte della cittadinanza a queste tematiche restituendo di fatto visibilità a un luogo che sembra scomparso dall’immaginario torinese.


Stiamo tentando di coinvolgere nella realizzazione dell’evento tutte le associazioni, collettivi, sindacati, individualità, che ritengono di spendersi per la costruzione di un percorso il cui orizzonte sia la liquidazione di questa ennesima aberrazione. Ci piace pensare che nel dare realtà questa giornata possano nascere complicità e collaborazioni sinora inedite, che questo pezzo di strada fatto insieme getti le basi, nel tempo, per sradicare la sonnolenza diffusa che fa da cornice al dramma quotidiano degli immigrati: fatto di C.I.E. e di carceri, di ricatti sul lavoro e di una crescente stigmatizzazione sociale.

Con la presente vi invitiamo a partecipare attivamente all’organizzazione dell’evento (ché ancora molte cose restano da fare) mettendo a disposizione mezzi materiali e non, intelligenza organizzativa, contenuti solidali e antirazzisti di cui riempire questa giornata di mobilitazione.

Vi invitiamo tutti a partecipare alle riunioni che si tengono ogni lunedì alle 18,30 presso la sede di Radio Blackout, via Antonio Cecchi 21/a.

Torino, 10 giugno 2010

10LuglioAntirazzista
Per
contatti e adesioni:
Maurizio:
349.2703029; mura_maurizio@hotmail.com

Cinzia:
340.8572178; cinziatrentanelli@yahoo.it
visita no-cie
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Torino Porta Nuova: Presidio, Aperitivo, Assemblea Informativa Notav

21 Giugno 2010

[Si replica]

Mercoledì 30 Giugno 2010

  dalle ore 17.00

(salvo arrivo di nuove trivelle a Torino)

davanti alla stazione ferroviaria di
Torino PORTA NUOVA

Presidio informativo con assemblea NoTav:

si discuterà delle prossime Iniziative.

Aperitivo condiviso

- Bellavita-

Senza $oldi- Tutti portiamo qualcosa - cibo e bevande- da condividere-
Se hai a cuore le sorti del movimento No Tav ma non potrai essere presente agli appuntamenti, ti chiediamo di farlo girare, anche a quelli che non  hanno internet… facendo girare anche solo la voce.
Ti ringraziamo.
Torino & Cintura
Sarà Dura!
Notav

Comunicato Torino Squatters: Davidino e Luigi Liberi subto

19 Giugno 2010

DAVIDINO  LIBERO

          LUIGI  LIBERO

                 LIBERI TUTTI

Il 12 maggio 2010 , nel corso di una serie di perquisizioni di spazi occupati e abitazioni, vengono arrestati alcuni nostri amici e compagni, ad altri saranno imposti gli arresti domiciliari, ad altri ancora l’obbligo di firma giornaliera in caserma. Sono accusati di essersi scontrati con i carabinieri che li caricavano durante lo sgombero di una casa occupata.

Da quel giorno, nonostante la clamorosa labilità dell’accusa, Davidino Negri e Luigi Giani restano in carcere. Ormai è più di un mese.

Il braccio violento dello stato dimostra così un accanimento particolare contro alcuni che sono stati prescelti per dare un esempio a tutti.

Le minacce e le intimidazioni sbirresche, confermate dalla magistratura, prevalgono brutalmente, mostrando il vero volto dello stato di polizia, sempre meno mascherato: la dittatura democratica.

Quello che avviene a Davidino e Luigi è gravissimo ed è soltanto la spia lampeggiante del pericolo in cui versa la libertà di tutti.

Cominciano criminalizzando chi osa praticare un dissenso concreto, vivendolo giorno per giorno, per giustificare misure eccezionali e stati di emergenza permanenti che la libertà la tolgono a tutti.  

SOLIDARIETA’ CON DAVIDINO

SOLIDARIETA’ CON LUIGI

                                              LIBERI TUTTI  

          i loro complici

      TORINO SQUATTER

infestazione hardcore 2010

14 Giugno 2010

manifesto
manifesto

Related Link: http://tuttosquat.net/news/infestazione-hardcore-2010

spostata a Torino Convegno Istituzionale per fare il TAV

12 Giugno 2010

L’incontro si terrà a Torino  nella sala consiliare della Provincia, in piazza Castello, nello stesso palazzo della Prefettura
da notav.eu
la stampa
la stampa

la repubblica
la repubblica

il giorno
il giornale
Aggiornamento:
La castellana (traditora) di Susa, in lacrime, sugli spalti del nobil castello (vuoto) ha levato bandiera bianca e si è arresa, prima ancora che cominciasse lo gioco NO TAV “assediamo un castello di bugie”.
La motivazione ufficiale fornita dalla castellana è: “siccome è prevista pioggia forte, non voglio rovinarmi la minigonna di chiffon, non voglio scolorirmi i bei capelli tinti, smagliare le mie sexy calze a rete e le scarpette di Christallin”.
Il popolo ormai avvinto dal gioco e avendo già preso una giornata di ferie come reagirà?
Scenderà infuriato a Torino?
Resterà a dormire?
Pianterà comunque le bandiere NO TAV sugli spalti dell’avito maniero? Lunedì lo vedremo.
E LA VALLE CONTINUA A RESISTERE.

Torino Porta Susa No Tav

10 Giugno 2010

Mercoledì 16 Giugno    2010
  dalle ore 17.00 ANCHE IN CASO DI MALTEMPO TANTO CI SONO I PORTICI
(salvo arrivo di nuove trivelle a Torino)

PIAZZA XVIII DICEMBRE ANGOLO VIA CERNAIA -davanti alla stazione ferroviaria

di Torino PORTA SUSA

Presidio informativo con assemblea NoTav aperitivo condiviso

- Bellavita-

Senza $oldi- Tutti portiamo qualcosa - cibo e bevande- da condividere-
Se hai a cuore le sorti del movimento No Tav ma non potrai essere presente agli appuntamenti, ti chiediamo di farlo girare, anche a quelli che non  hanno internet… facendo girare anche solo la voce.
Ti ringraziamo.
Torino & Cintura
Sarà Dura!
Notav
NoTrivel

NOTAV

notav

Torino Porta Nuova NoTav : Presidio/Aperitivo/Assemblea Informativa

4 Giugno 2010

NOTAV
 Mercoledì 9 Giugno   2010
dalle ore 17.00
(salvo arrivo di nuove trivelle a Torino)

sotto i portici della Stazione Ferroviaria di Porta Nuova
lato corso Vittorio Emanule
Presidio informativo con assemblea NoTav aperitivo condiviso

- Bellavita-

Senza $oldi- Tutti portiamo qualcosa - cibo e bevande- da condividere-
Se hai a cuore le sorti del movimento No Tav ma non potrai essere presente agli appuntamenti, ti chiediamo di farlo girare, anche a quelli che non  hanno internet… facendo girare anche solo la voce.
Ti ringraziamo.
Torino & Cintura
Sarà Dura!
Notav
NoTrivelle

no tav

3-4-5-6 giugno: Blackout Fest!

2 Giugno 2010
da giovedì 3 giugno 2010 alle ore 18.00
A domenica 6 giugno 2010 alle ore 23.30
Sede di Radio Blackout
via cecchi 21/a
Torino, Italy


Giovedì 3 giugno 2010
ore 18:00 dibattito/incontro:
STATO D’EMERGENZA

Così come la guerra, ormai divenuta “permanente”, la crisi economica (e sociale) è diventata l’orizzonte quotidiano con cui fare i conti. Chi ci governa lo sa bene, e affina i suoi strumenti, legali e polizieschi, per affrontare la conflittualità sociale che inevitabilmente questo scenario porta con sé… Così lo “stato di emergenza” diventa la “norma”: i poveri diventano un’oscenità da rinchiudere, la solidarietà un fastidio da annientare, il dissenso un crimine da zittire…

Interventi:
- Avv. Vainer Burani (Reggio Emilia), Guerra permanente e criminalizzazione del dissenso
- Redazione di “Senza censura”, Piano carceri e dintorni…
- Avv. Claudio Novaro (Torino), “La potenza dei movimenti sociali, le strategie di governance del conflitto”

ore 22,30 spettacolo teatrale con la compagnia “L’interezza non è il mio forte”
NON AVEVAMO PAURA
Genova 2001. La notte del 21 luglio alla scuola diaz, un massacro istituzionale.

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Venerdì 4 giugno 2010 ore 18,00 dibattito/incontro:
DIFESA DELLA TERRA E LOTTA ALLE NOCIVITA’

La società fondata sul mito del progresso e sullo sviluppo senza limiti sta avviandosi verso un rovinoso fallimento e inquietanti interrogativi si fanno avanti nella coscienza collettiva: che fare? Cosa succederà alle generazioni venture? Che forme prenderà il collasso del sistema?
Prof. Luigi Sertorio (Istituto di fisica nucleare di Torino o semplicemente Università di Torino) e Prof. Guido Cosenza (stessa cosa , ma di Napoli)
Dott. Roberto Topino Specialista in medicina del lavoro
ing Francesco Nannetti coordinatore Comitato Acqua Pubblica Torino

Ore 22,30 concerto noise con performance murali:
DAVID ET JONATHAN http://www.myspace.com/davidundjonathan
STRONG HAIKU http://www.myspace.com/stronghaiku

Disegni,serigrafie,manifesti,wallpainting con:
LLCOOL JO http://www.flickr.com/photos/llcooljo
DAVID SCOTT
GAEL http://www.myspace.com/mauriceplavier
PAULA H http://www.flickr.com/photos/paula-h/

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Sabato 5 giugno 2010 ore 18,00 dibattito:
MIGRANTI E CIE

Ma a cosa servono veramente i Centri dove vengono rinchiusi gli stranieri senza documenti? E che rapporto c’è tra la propaganda razzista e securitaria, il meccanismo delle espulsioni e le condizioni di vita e di lavoro nei campi e nei cantieri italiani? Ne parliamo con Marco Rovelli, autore di “Servi. Il paese sommerso dei clandestini al lavoro”, “Lavorare uccide” e “Lager italiani”.

Ore 22,00
concerto & reading con:
LIBERTARIA - Melodie di violoncello e fisarmonica combinate con la pratica letteraria.

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Domenica 6 giugno 2010
Pomeriggio ludico per bambini: attività, merenda, giochi.

Ore 16,00 spazio giochi
ore 17,30 spettacolo:
BURATTINI “A spasso con il mostro” (per bambini 2-7 anni), a cura delle redattrici di Radio Blackout

Ore 21,00 concerto jazz con:
PROF. WILLY
RAMON MORO
PARTIPILO & FRIENDS
CLAUDIO LODATI & ROSSELLA CANGINI

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TUTTE LE SERE alle 20.30 CENA!!!
Dopo gli spettacoli è aperta LA PIOLA.
TUTTI i giorni DISTRIBUZIONI di materiale controinformativo.

+++ LASCIA IL CANE A CASA! +++

Dal 3 al 6 giugno 2010 presso la Sede di Radio Blackout 105.250 fm. Via Cecchi 21/a, Torino. www.radioblackout.info

Torino Piazza Statuto: La Repressione impazza? Non me ne frega una cozza!

2 Giugno 2010

Sabato 5 Giugno 2010

Ore 15:00

Ritrovo a Torino in Piazza Statuto, all’entrata di Via Garibaldi.

Fritto di pesce e birrette Benefit Tutti Liberi!

Ore 17:00 si parte…

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Progetto LTF del tunnel-discenderia a La Maddalena di Chiomonte

1 Giugno 2010

Tentano di avviare un percorso che utilizza di nuovo la Legge Obiettivo, suscitando sui piani tecnico e giuridico diverse perplessità:

  • ad Agosto 2007 una sentenza del Consiglio di Stato attestava l’uscita della Torino-Lione dalla Legge Obiettivo (frasi evidenziate)
    [ndr: quello che nel testo continuano a chiamare Brufolo è il comune di Bruzolo]
  • ad Agosto 2009 Virano e Matteoli “architettavano” un nuovo italianissimo garbuglio (di quelli per cui il commissario/legionario va pazzo), per dire che l’opera è fuori ma dentro, o … dentro ma fuori.
  • Siamo forse ad un caso di leggi superate da accordi fra “gentiluomini”? La ricostruzione giornalistica del paradosso attuale

Asilo squat Cena Benefit Inguaiati con la legge!

31 Maggio 2010

in solidarietà con chi è imprigionato nei lager di Stato!

Torino

Orgogliosamente Occuipanti ed Affini degli Squat torinesi
Orgogliosamente Occupanti ed Affini degli Squat  torinesi
Asilo Squat: Cena Benefit Inguaiati con la legge!

Martedì Primo Giugno 2010

dalle ore 20:00

Cena benefit Inguaiati con la legge.
(Luigi e Davidino Liberi!!!!) 

Piatti Vegetariani, Vegani, carnivori, vini, birra,
BAR e musica tutto all’aperto nel cortile dell’Asilo - anche in caso di maltempo-
Durante la serata sarà presente la distro Fenix e le sue

Autoproduzioni

Asilo Squat via Alessandria,12 - 10152 Torino
Dalla Stazione Ferroviaria To-Portanuova
Tram Linea 4,
bus 11, 12
Dalla Stazione Ferroviaria To PortaSusa
bus 51 & 51/
Altri mezzi che passano in zona:
Tram Linea 18

Bus 19 dalla sera diventa 119 e parte da via Bertola(Nei pressi capolinea 72, 72barr

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Sab 29 Magg: Asilo Squat assemblea urgente dopo l’esito bruttissimo del Tribunale del Riesame Ostile

28 Maggio 2010

SABATO 29 MAGGIO 2010

dalle Quindici

assemblea Organizzativa  dopo il Bruttissimo esito del Tribunale per la Libertà, Resistenza allo Sgombero dell’Ostile

l’Assemblea si farà presso

Asilo Squat:

Via Alessandria, 12 10152 Torino  Dalla Stazione Ferroviaria To-Portanuova
Tram Linea 4,
bus 11, 12
Dalla Stazione Ferroviaria To PortaSusa
bus 51 & 51/
Altri mezzi che passano in zona:
Tram Linea 18

Bus 19 dalla sera diventa 119 e parte da via Bertola(Nei pressi capolinea 72, 72barr)

Altri Bus che passano in zona Asilo
Bus: 27, 57, 50

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Tav, pronti gli avvisi di garanzia per i tafferugli durante i sondaggi

26 Maggio 2010

preso da 

Sarebbero pronti alcuni avvisi di garanzia nei confronti di esponenti del movimento «No Tav» per gli scontri avvenuti ai primi di gennaio all´autoporto di Susa durante i sondaggi per l´alta velocità. È lo sviluppo a cui dovrebbe portare la denuncia alla procura da parte di Ltf, la società incaricata dei carotaggi, per richiesta di danni contro ignoti

Contro i No Tav che a gennaio avevano impedito i carotaggi all’autoporto di Susa c’è un’inchiesta della procura: i sostituti Manuela Pedrotta e Giuseppe Ferrando ipotizzano i reati di violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale. Ma gli inquirenti al momento mantengono il riserbo assoluto su chi potrà ricevere a breve un avviso di garanzia. Era stata la stessa Ltf (la Lyon Turin Ferroviarie), la società ferroviaria italo francese incaricata della gestione dei sondaggi, assistita dall’avvocato Alberto Mittone, a presentare un esposto in procura con la richiesta danni contro ignoti: “Era stato impedito ai tecnici di esercitare un loro diritto - ha infatti spiegato il legale - e quindi l’avvio dei lavori in un’area legittimamente affittata”. E’ proprio in questo “impedimento” che si sarebbe concretizzato il reato contestato, e l’inchiesta si è avvalsa come prova di fotografie e filmati che erano stati girati in quei giorni.

Nei giorni dall’11 al 14 gennaio 2010 alcuni amministratori locali avevano guidato una delegazione di manifestanti per difendere il sito S68 di Susa. Tra i leader della manifestazione c’era soprattutto Alberto Perino, il leader dell’ala montanara del movimento No Tav, che aveva definito la protesta “un atto di disobbedienza civile ghandiana”. Era stato lui a coordinare una battaglia “non violenta” che era riuscita a bloccare i carotaggi, che invece erano proseguiti in altre zone della Val di Susa, allo scalo merci di Orbassano e all’interno della discarica di Basse di Stura. Sul sito invece del sondaggio all’autoporto di Susa era stata costruita una baracca di lamiera che era diventato il punto di ritrovo del presidio dei militanti contro il supertreno.

Le forze dell’ordine e soprattutto la Digos in quei giorni si erano limitate a guardare contenendo le iniziative dei promotori della protesta per evitare che invadessero l’area di un secondo cantiere più a monte. Mai però si era arrivati allo scontro fisico, che invece si sarebbe verificato alcune settimane dopo, a Valdimosso, nel fondovalle. In quell’occasione infatti erano rimasti feriti due manifestanti e alcuni agenti di polizia. Durante la protesta all’autoporto di Susa la polizia e i carabinieri avevano scattato fotografie e girato filmati.


(26 maggio 2010)

Tav, pronti avvisi di garanzia
per tafferugli durante sondaggi

Piazza XVIII Dicembre NoTav: Assemblea/Presidio/Aperitivo

24 Maggio 2010
Mercoledì VENTISEI Maggio   2010

 
dalle ore 17.00
(salvo arrivo di nuove trivelle a Torino)

Piazza XVIII Dicembre -
PORTA SUSA -Angolo Via Cernaia

Presidio informativo con assemblea NoTav aperitivo condiviso

- Bellavita-

Senza $oldi- Tutti portiamo qualcosa - cibo e bevande- da condividere-
Se hai a cuore le sorti del movimento No Tav ma non potrai essere presente agli appuntamenti, ti chiediamo di farlo girare, anche a quelli che non  hanno internet… facendo girare anche solo la voce.
Ti ringraziamo.

Torino & Cintura
Sarà Dura!
Notav
NoTrivelle

NOTAV

notav

Spegni la censura Blackout ti accoglie in festa : dal 3 al 6 Giugno 2010 @ Radio Blackout

24 Maggio 2010
festa_rbo.jpg
Concerti/Spettacoli/Mostre/Dibattiti/Distro/Cibi/Bevande/Danze e Stordimenti
anche in caso di maltempo -siamo al coperto-
Tutto presso la sede di Radio Blackout
Via Cecchi 21A Torino

Milano. La polizia impedisce l’assemblea e porta via gli antirazzisti

24 Maggio 2010
Milano. La polizia impedisce l’assemblea e porta via gli antirazzisti

Domenica 23 maggio 2010
. La polizia sta cercando di impedire l’assemblea al
campo rom di via Triboniano. Dopo le violente cariche   di giovedì 20 gli abitanti
della baraccopoli alle spalle del cimitero maggiore avevano deciso di fare
oggi un’assemblea. La polizia ha bloccato l’ingresso, imprigionando gli
abitanti all’interno dell’area del campo. Gli antirazzisti sono stati
tenuti lontani e poi portati via di peso dalla polizia.
Uno dei loro ha cercato invano di resistere, gridando a chi lo allontanava
con la forza “fascisti!”.
Difficile trovare una definizione migliore per quanto sta accadendo.
Persino riunirsi in assemblea e discutere è vietato. Se sei rom, povero
devi tacere ed accettare in silenzio la deportazione.
Quella che stanno rubando ai rom di Triboniano è la dignità e la libertà
di noi tutti.
Seguiranno aggiornamenti.

Ore 16,40.
I compagni stanno provando a spostare l’assemblea al Torchiera, che si trova a circa 500 metri dal campo, nel piazzale del cimitero maggiore. Pare che la polizia conceda ai rom di uscire.
Al momento però la situazione è ferma. Gli antirazzisti tenuti fuori dal campo e i rom ancora dentro
Ricordo a tutti l’appuntamento di domani a Torino, dove interverrà uno dei
compagni che stanno seguendo la vicenda

 
La giornata in via Triboniano

Le dirette di Radio Blackout da Milano

A tre giorni dalla sommossa, la polizia circonda ancora il campo rom di via Triboniano, a Milano. Questa volta il cordone di celerini non serve per tenere i rom lontani dalla città, esclusi ed invisibili. Serve per non fare entrare la città dentro al campo. E già, perché questo pomeriggio era prevista l’assemblea pubblica che avrebbe dovuto fare incontrare i rom in lotta di Triboniano con tutti quelli che, all’esterno dei campi, pensano che la loro lotta sia una lotta importante per tutti, per mille buone ragioni. Del resto il vicesindaco De Corato ieri sera l’aveva annunciato: nessuna assemblea al campo sarebbe stata permessa. E pure Maroni ci aveva messo del suo, sostenendo da Varese che rom e rivolta sono un binomio assolutamente «intollerabile».
E così, questo pomeriggio, chi voleva entrare in via Triboniano ha trovato la polizia schierata: spintoni e urla. Ma il campo ha mille entrate e qualcuno riesce a passare, e poi oramai questo è territorio amico per gli antirazzisti: le porte si aprono silenziose per accoglierli mentre mille occhi controllano i movimenti degli agenti in borghese che girano coi binocoli in mano e perquisiscono persino i cessi per trovare e cacciare i solidali. I veri intrusi nel campo sono loro, i poliziotti, che ripetono senza apparente vergogna un copione scritto settant’anni fa e mai definitivamente stracciato. Anche se riescono ad impedire una assemblea pubblica, non riescono a far fallire questo incontro: furtivo e quasi clandestino, ma che chiarisce fino in fondo chi sta con chi e chi invece è contro tutti.
Ascolta il racconto di Giuliano a Radio Blackout, mentre se ne sta nascosto tra le baracche protetto dagli abitanti del campo.

Siamo sicuri che nuove svolte da questo fronte caldissimo di lotta arriveranno presto, e ve le segnaleremo. Per ora sappiate che la notizia che circola da ieri che ci sia un accordo già siglato con gli abitanti del campo è una panzana messa in giro dal Comune per far calmare gli animi e per cercare in tutti i modi di far rientrare in pista gli uomini della “Casa della Carità” di Don Colmegna, in questi giorni sempre più all’angolo.  Di  sicuro sembra esserci solo che lo sgombero sarà rimandato di sei mesi: e questo dimostra che prendersi a legnate con la polizia a qualcosa serve. Domani ci sarà un incontro con le autorità, e i delegati del campo faranno su e giù per ascoltar le proposte dell’Amministrazione e riferirle ai loro vicini di casa per decidere tutti assieme.
Ascolta il racconto di Giuliano a Radio Blackout, quando oramai è uscito da Triboniano.

.
Lunedì 24 maggio2010
ore 21
corso Palermo 46 Torino
Resistenza Rom
Con Anto D’Errico del Comitato Antirazzista di Milano

Per info e contatti
Federazione Anarchica – Torino
Corso Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21
338 6594361fai_to@inrete.it

polizia nazista!!!

Torino - Il silenzio dei bugiardi

23 Maggio 2010
Sabato 22 maggio 2010. Non che sia capitato nulla di speciale per carità. A parte che via Roma, causa il grande afflusso di gente alla “festa della bugia”, è stata chiusa al traffico da polizia e vigili che non riuscivano
più a contenere sui marciapiedi i partecipanti.
Qui trovate qualche foto della giornata:
http://piemonte.indymedia.org/article/8874Forse una nota l’avrebbe meritata la consegna del premio Nebula per il miglior racconto di fantascienza del 2010 al noto giornalista subalpino Massimo Numa. In fondo è la prima volta che il prestigioso riconoscimento dell’American Science Fiction Writers Association viene attribuito ad un italiano e, sia pure d’adozione, torinese.
Se a questo si aggiunge la cottura e distribuzione gratuita di bugie fatte in casa da una squadra di pinocchi con tanto di naso e cappello, il numero speciale della Sbusiarda, realizzato dalla Rete No Sindone, andato a ruba, la Samba Band scatenata e, ducis in fundo, il grande ritorno a Torino
della papessa, c’erano tutti gli ingredienti per una fitta cronaca.
Ne avranno notizia solo quelli che seguono i media alternativi e… i
coreani. La TV coreana, ha ripreso l’intera giornata, dando ampio spazio
all’iniziativa promossa da Torino Squatter e fatta propria anche dalla Rete No Sindone, che ha così festeggiato la fine dell’invasione clericale.

Se non lo sapete l’avrete comunque capito, i quotidiani cittadini non hanno scritto una parola. La manifestazione di ieri di fronte alle vetrine de “La Stampa” in via Roma dava fastidio, molto fastidio.
Le voci libere, quelle che raccontano di una Torino che resiste agli sgomberi, che non gradisce che una montagna di soldi pubblici siano stati spesi per la mostra/mercato della chiesa cattolica, non devono trovare
spazio. Nessuno deve parlare di libertà, nessuno deve gettare ombra sul
mega show organizzato dalla banda Ratzinger, per recuperare consensi dopo l’incresciosa fuga di notizie sulla pedofilia dilagante tra i preti.
Sapremo dai dati sulle iscrizioni alle scuole cattoliche – generosamente finanziate dallo Stato - se ci sono riusciti.
Il loro silenzio, il silenzio dei bugiardi, beccati a leccarsi le dita
sporche di marmellata non cancella una bella giornata nel centro cittadino. Via Roma che viene invasa da tanta gente che si prende tutta la strada, trasformando il presidio di fronte alla Stampa, in un vero happening, con i passanti del sabato che scendono a loro volta in mezzo alle carreggiate, partecipando alla festa.

Facciamo un passo indietro.
Venerdì scorso due ragazzi, colpevoli di aver appeso uno striscione con la
scritta “liberi tutti” in un giardino pubblico, sono stati arrestati.
Erano nella zona rossa non ufficiale ma reale della città. Una zona rossa che delimita l’area limitrofa al duomo, colonizzata per quasi due mesi dai cattolici che vi hanno esposto un lenzuolo. Sacro, dicono loro. Certo sacra era la consegna affidata a poliziotti e carabinieri che nessuna voce
critica dovesse penetrare il recinto del centro cittadino, ben oltre la zona del duomo.
Men che meno si doveva sentire la voce di chi solidarizza con i sette compagni privati della libertà per aver resistito alle cariche seguite ad uno dei tanti sgomberi dell’inverno appena trascorso.
Massimo Numa, vero talento fantascientifico confinato tra le aride colonne della cronaca, narrerà l’episodio su “La Stampa” come guerriglia urbana e assalto ai pellegrini, guadagnandosi così il premio Nebula per la straordinaria capacità di evocare e descrivere universi paralleli.

Per l’innata modestia che lo contraddistingue, Numa, non è intervenuto di persona alla cerimonia di consegna del Nebula sabato 22 in via Roma.
L’incaricato dell’ASFWA, magnificamente coadiuvato dalla papessa, ha consegnato il premio – una pergamena e un robocop a pile – al consulente
editoriale del noto cronista, la Questura di Torino. I funzionari dopo alcuni momenti di titubanza, hanno preso in consegna il premio tra i plausi della piccola folla raccoltasi intorno. Gli uomini dell’antisommossa hanno garantito il servizio d’ordine schierandosi di fronte all’ingresso de “La Stampa”.
Tra i tanti striscioni esposti in strada, oltre agli ormai classici
“Calabresi Busiard”, “Chi vuole dio se lo preghi e se lo paghi”, “Scherza con i santi e lascia stare gli infanti”, è ricomparso “Mauro e Calabresi, delinquenti quotidiani”, che un mese fa la polizia aveva cercato senza successo di sequestrare.
La manifestazione è andata avanti sino alle 18,30. In tanti si affollavano alla friggitoria da strada dove i pinocchi distribuivano le bugie. La ente, per una volta se le  è mangiate, invece di bersele dalla “Stampa”.
La busiarda - bugiarda, dicono da sempre sotto la Mole.

Nonostante le censure, le falsità diffuse ad arte, il fragoroso silenzio alternato al baccano indecente della calunnia, c’è e sa farsi sentire un’altra Torino. Laica, anticlericale, libera.

Per info e contatti:
Federazione Anarchica – Torino
corso Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21
338 6594361 - fai_to@inrete.it

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Presidio davanti al palagiustizia per il Tribunale di riesame arrestati Resistenza allo sgombero dell’Ostile

22 Maggio 2010
Martedì 25 Maggio 2010
dalle ore 9:30 del mattino

Colazione musicale  in solidarietà con gli inquisiti per la resistenza allo sgombero dell’Ostile
Porta qualcosa da bere e la tua tortina preferita.
Ci troveremo davanti al Palazzo di “giustizia” Bruno Caccia .
corso vittorio emanuele /via falcone borsellino

Mezzi Pubblici che passano in zona:
Metro Fermata D’Acaja
Tram Linea 16 e su Corso Ferrucc.
Bus Star 1 Fermata su Via Falcone Borsellino
Bus 56 Fermata Duchessa Jolanda
Tram Linea 9 e bus 68 & 55 su C.so Vittorio Emanuele, Fer
Fermata Falcone Borsellino.
TUTTI LIBERI

Chiomonte 23 Maggio 2010

21 Maggio 2010

METTIAMO RADICI IN PRIMA FILA

Domenica 23 Maggio dalle ore 9,30

alla Maddalena di Chiomonte

messa a dimora di piantine ed arbusti

[ il VOLANTINO dell’iniziativa: LA ZONA ]

http://tuttosquat.net/img/gallery/notav-teschio-4bf511e383293.jpg

Grande Giornata della bugia

21 Maggio 2010

GRANDE GIORNATA DELLA BUGIA – presso la sede della Stampa – presenta: Massimo Numa


Sabato 22 Maggio 2010
una grande festa celebrerà al pubblico il primato detenuto dal quotidiano La Stampa che, grazie al suo giornalista Massimo Numa, si distingue da sempre e ancora una volta tra le testate giornalistiche torinesi per la campagna diffamatoria nei confronti della “galassia anarchica”, degli squatter e non solo.

Da sempre le manifestazioni di libero pensiero, in quanto non omologate o non controllate dalle istituzioni, subiscono giornalmente da parte degli organi di informazione, e in particolare da certi giornalisti, un attacco fortissimo con menzogne e fatti distorti o letteralmente capovolti.

Abbiamo spesso potuto leggere come il miglior pennivendolo de La Stampa sia in buoni contatti con la questura e sia pronto a fornire una parziale e menzognera versione dei fatti che sia però coerente con ciò che viene comunicato dall’alto.

Il più recente esempio: nei giorni seguenti le perquisizioni e gli arresti del 12 maggio ha sfoggiato il meglio delle sue qualità qualificando un gruppo di persone che stendono uno striscione come un gruppo di criminali (anarchici e delle case occupate) intenzionati ad attaccare la sindone e la polizia, semplicemente perchè si sono recati nella “zona rossa” di Torino, le Porte Palatine.

In ultimo questo episodio appena elencato dovrebbe farci riflettere su come hanno cercato di giustificare una risposta spropositata e assolutamente di stampo fascista da parte della polizia che ha arrestato due ragazzi perché avevano attaccato uno striscione che recava la scritta: “TUTTI LIBERI” di fronte ai pellegrini.

Per questo Sabato saremo alla sede de La Stampa a distribuire le bugie che ogni giorno si comprano con il giornale, portando uno e più esempi di come la maggiore testata giornalistica torinese non sia un organo di informazione imparziale ma sia complice di questa repressione che vuole limitare la libertà di tutti.

L’APPUNTAMENTO E’ PER

SABATO 22 MAGGIO 2010  DALLE 16 PRESSO LA SEDE DEL QUOTIDIANO LA STAMPA IN VIA ROMA ANGOLO VIA BERTOLA

TORINO SQUATTER

No Sindone alla Bugiarda

Anche la Rete No Sindone alla “festa della bugia” di sabato davanti alla Stampa
Appuntamento alle 16 in via Roma
Per l’occasione sarà consegnato a Massimo Numa il premio Nebula per la straordinaria capacità di evocare e descrivere universi paralleli.
Ha annunciato la sua partecipazione anche la papessa

madonna!
madonna!

Sabato 22 maggio – per la “grande festa della bugia” davanti alla sede de La Stampa - ci saremo anche noi.

Siamo quelli della Rete No Sindone, quelli dell’altra Torino. Laica, anticlericale, senza religione.

Per due mesi abbiamo fatto sentire, forti e chiare, le nostre voci libere, abbiamo reso visibili i nostri corpi non irrigiditi dai giochi di ruolo imposti dalla Chiesa Cattolica, abbiamo mostrato che, oltre i generi imposti, c’è chi vive la propria vita da individuo, costruendola, giorno dopo giorno, in libertà.

 

I maggiori quotidiani ci hanno ignorati o trattati da delinquenti. Ormai lo schema, applicato ad ogni voce scomoda, siano i no tav o gli antirazzisti, gli occupanti di case o gli anticlericali è sempre lo stesso: un fragoroso silenzio, interrotto solo da pagine farcite di falsità e veleni.

 

Il Primo Maggio la polizia si è schierata di fronte allo spezzone anticlericale, tentando inutilmente di impedirne l’ingresso in piazza Castello. Nessuno doveva vedere la papessa con tacchi a spillo, rossetto blu cobalto, abito bianco e lungo, parrucca biondo platino assisa su un camion seduta in una vagina gigante. Un vicequestore ci ha guadagnato una bandierata in testa e un anarchico tre giorni di carcere. I media hanno fatto il resto, tra silenzi imbarazzati e veline di questura.

 

Pochi giornali hanno riportato la notizia scandalosa che a Torino il 2 maggio, oltre a Joseph Ratzinger, in arte Benedetto XVI, c’era anche la papessa, più in forma e irridente che mai, nonostante il giorno prima avesse patito gli attacchi di numerosi brutti ceffi in divisa.

Ridotte al minimo le cronache della piazza anticlericale. Mentre i cattolici celebravano i loro lugubri riti, gli anticlericali hanno riempito per ore ed ore piazza Madama Cristina di musica, teatro, balli, allegria.

C’è stato anche un corteo spontaneo che ha attraversato le strade di S. Salvario al ritmo della Samba band. La BBC e la TV svizzera, France Presse e qualche quotidiano tedesco hanno fatto servizi. Si è scomodata persino la TV coreana, ma per i media locali era una notizia da ignorare o nascondere tra i trafiletti di cronaca.

 

Per due mesi Torino è stata sotto assedio: poliziotti, carabinieri e militari ad ogni angolo.

Una sorta di zona rossa. Niente di ufficiale, per carità, ma piazza Castello, i giardini reali e tutta la zona limitrofa al duomo sono off limits per chi non viene con pie intenzioni. L’ostensione della sindone, spettacolo e business, si è presa ogni spazio.

Ne hanno fatto le spese alcuni anarchici che il 14 maggio – per protestare contro gli arresti di sette compagni, privati della libertà per aver resistito alle cariche della polizia dopo uno sgombero – hanno appeso alle Porte Palatine uno striscione con la scritta “Liberi tutti”.

Il gruppo è ormai alla fermata del tram, quando viene assalito da poliziotti in borghese. In un batter d’occhio due ragazzi sono brutalmente gettati a terra, ammanettati e arrestati. A Torino, di questi tempi, si finisce in galera per uno striscione.

 

Massimo Numa, vero talento fantascientifico confinato tra le aride colonne della cronaca, narrerà l’episodio su “La Stampa” come guerriglia urbana e assalto ai pellegrini, guadagnandosi così il premio Nebula alla carriera per la straordinaria capacità di evocare e descrivere universi paralleli.

Il prezioso riconoscimento gli verrà consegnato sabato 22 maggio – dalle 16 - alla sede de “La Stampa” in via Roma in occasione della grande giornata della bugia.

 

Non mancate. Ha annunciato la propria partecipazione anche la papessa.

 

Rete No Sindone – Sotto il lenzuolo niente

http://sindone.noblogs.org/

338 6594361

Non mancate. Ha annunciato la propria partecipazione anche la papessa.

Rete No Sindone – Sotto il lenzuolo niente
http://sindone.noblogs.org/
338 6594361

Massimo Numa

Massimo Numa

21 Maggio 2010

No Sindone alla Bugiarda

Sabato 22 maggio – per la “grande festa della bugia” davanti alla sede de
La Stampa - ci saremo anche noi.
Siamo quelli della Rete No Sindone, quelli dell’altra Torino. Laica,
anticlericale, senza religione.
Per due mesi abbiamo fatto sentire, forti e chiare, le nostre voci libere,
abbiamo reso visibili i nostri corpi non irrigiditi dai giochi di ruolo
imposti dalla Chiesa Cattolica, abbiamo mostrato che, oltre i generi
imposti, c’è chi vive la propria vita da individuo, costruendola, giorno
dopo giorno, in libertà.

I maggiori quotidiani ci hanno ignorati o trattati da delinquenti. Ormai
lo schema, applicato ad ogni voce scomoda, siano i no tav o gli
antirazzisti, gli occupanti di case o gli anticlericali è sempre lo
stesso: un fragoroso silenzio, interrotto solo da pagine farcite di
falsità e veleni.

Il Primo Maggio la polizia si è schierata di fronte allo spezzone
anticlericale, tentando inutilmente di impedirne l’ingresso in piazza
Castello. Nessuno doveva vedere la papessa con tacchi a spillo, rossetto
blu cobalto, abito bianco e lungo, parrucca biondo platino assisa su un
camion seduta in una vagina gigante. Un vicequestore ci ha guadagnato una
bandierata in testa e un anarchico tre giorni di carcere. I media hanno
fatto il resto, tra silenzi imbarazzati e veline di questura.

Pochi giornali hanno riportato la notizia scandalosa che a Torino il 2
maggio, oltre a Joseph Ratzinger, in arte Benedetto XVI, c’era anche la
papessa, più in forma e irridente che mai, nonostante il giorno prima
avesse patito gli attacchi di numerosi brutti ceffi in divisa.
Ridotte al minimo le cronache della piazza anticlericale. Mentre i
cattolici celebravano i loro lugubri riti, gli anticlericali hanno
riempito per ore ed ore piazza Madama Cristina di musica, teatro, balli,
allegria.
C’è stato anche un corteo spontaneo che ha attraversato le strade di S.
Salvario al ritmo della Samba band. La BBC e la TV svizzera, France Presse
e qualche quotidiano tedesco hanno fatto servizi. Si è scomodata persino
la TV coreana, ma per i media locali era una notizia da ignorare o
nascondere tra i trafiletti di cronaca.

Per due mesi Torino è stata sotto assedio: poliziotti, carabinieri e
militari ad ogni angolo.
Una sorta di zona rossa. Niente di ufficiale, per carità, ma piazza
Castello, i giardini reali e tutta la zona limitrofa al duomo sono off
limits per chi non viene con pie intenzioni. L’ostensione della sindone,
spettacolo e business, si è presa ogni spazio.
Ne hanno fatto le spese alcuni anarchici che il 14 maggio – per protestare
contro gli arresti di sette compagni, privati della libertà per aver
resistito alle cariche della polizia dopo uno sgombero – hanno appeso alle
Porte Palatine uno striscione con la scritta “Liberi tutti”.
Il gruppo è ormai alla fermata del tram, quando viene assalito da
poliziotti in borghese. In un batter d’occhio due ragazzi sono brutalmente
gettati a terra, ammanettati e arrestati. A Torino, di questi tempi, si
finisce in galera per uno striscione.

Massimo Numa, vero talento fantascientifico confinato tra le aride colonne
della cronaca, narrerà l’episodio su “La Stampa” come guerriglia urbana e
assalto ai pellegrini, guadagnandosi così il premio Nebula alla carriera
per la straordinaria capacità di evocare e descrivere universi paralleli.
Il prezioso riconoscimento gli verrà consegnato sabato 22 maggio – dalle
16 - alla sede de “La Stampa” in via Roma in occasione della grande
giornata della bugia.

Non mancate. Ha annunciato la propria partecipazione anche la papessa.

Rete No Sindone – Sotto il lenzuolo niente
http://sindone.noblogs.org/
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Violenze della Polizia contro donne e bimbi dentro il campo rom Triboniano a Milano

21 Maggio 2010
Giovedì 20 Maggio 2010
Triboniano Milano Azione di Contenimento

Accade che mentre nel sottofondo di molte case italiane si diffondono verità e documenti che mai più rivedremo, come 10 milioni di euro per una buona, ottima uscita dalla Rai, e Vendola ancora a chiedere dialoghi aperti alla Chiesa, ricevo su Facebook un’accorata segnalazione, la riporto testuale:”Me ne infischio di Sant’Oro e dei suoi deliri. A Milano, al campo nomadi Triboniano, una bimba è rimasta ferita e probabilmente ha un braccio rotto per una manganellata. Il campo è stato chiuso e circondato dalla polizia: nessuno può entrare, nessuno può uscire. PER FAVORE, FATE GIRARE”. Aggiungo il video Triboniano Milano e il link in chiaro
Ed ora veniamo ai Fatti, raccontati dal Corriere della Sera, potete ascoltare i Fatti, mentre leggete, su Onda Rossa:MILANO - Scene di guerriglia urbana in via Barzaghi a Milano, vicino al campo rom di via Triboniano. I nomadi si sono scontrati con le forze di polizia in assetto anti-sommossa e hanno lanciato sassi e bastoni contro gli agenti. Le violenze sono cominciate quando è partita una cosiddetta “azione di contentimento” contro 150 rom che volevano improvvisare una manifestazione che si sarebbe conclusa con un presidio in piazza Scala, davanti a Palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale dove alle 18 doveva tenersi una riunione per discutere dello sgombero del campo, previsto entro il 30 giugno.LO SCONTRO - Gli agenti hanno spiegato che la manifestazione non era autorizzata e che comunque una delegazione avrebbe potuto raggiungere la sede del Comune. A quel punto circa 150 persone sono uscite dal campo e sono state indirizzate dagli agenti in via Barzaghi per l’operazione di contenimento. Qui è cominciato il lancio di sassi e altri oggetti, mentre alcuni rom hanno messo in strada le proprie masserizie: sono state appiccate le fiamme a un furgone e un’auto portate dagli stessi manifestati. La manifestazione era stata indetta dall’assemblea di via Triboniano e sostenuta dal Comitato antirazzista. In serata la situazione è tornata alla normalità. Nel campo vivono circa cento nuclei familiari.FERITI - Ci sono dei feriti: quattro agenti secondo il 118 (non gravi, sono stati portati in ambulanza agli ospedali Sacco e Galeazzi), quindici secondo il vicesindaco De Corato che afferma: «La sommossa organizzata da un centinaio di rom di Triboniano, che hanno lanciato pietre contro le forze dell’ordine ferendo una quindicina di agenti, tra cui anche un vigile, dimostra che gli occupanti sono ancora lontani da una reale volontà di integrazione». Tra i rom ci sarebbero tre feriti. Uno di loro, un bambino, compare in un video girato da testimoni mentre viene portato via in braccio. I nomadi riferiscono che il bambino aveva il volto irritato dal gas lacrimogeno. Un’altra è una bambina di 7 anni che ha una fasciatura al braccio destro: sarebbe stata colpita con una manganellata. Nel video si vede anche un uomo che perde sangue dalla testa, raggiunto anche lui da una manganellata. Dijana Pavlovic, vicepresidente della federazione Rom e Sinti Insieme e testimone diretta degli scontri, ha affermato che «una bimba è rimasta ferita e probabilmente ha un braccio rotto per una manganellata. Il campo è stato chiuso e circondato dalla polizia: nessuno può entrare, nessuno può uscire». Dopo le azioni di alleggerimento per impedire ai rom di via Triboniano di raggiungere piazza Scala le forze dell’ordine avrebbero spinto i nomadi a rientrare nel campo, chiudendone poi tutti gli accessi. Anche agli operatori della Casa della Carità, che svolgono un quotidiano servizio di assistenza in via Triboniano, è stato impedito di entrare nell’accampamento. Secondo alcuni testimoni, gli unici mezzi ammessi sono le ambulanze.LEGA: SGOMBERO - Duro il commento del leghista Davide Boni, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, che chiede «l’immediato e definitivo sgombero» del campo di via Triboniano. «Dopo la guerriglia che si è scatenata - afferma -, credo che il tempo del dialogo con chi non ha alcuna intenzione di integrarsi e conosce solo il linguaggio della violenza sia finito».Ma questo lo leggerete tutto domani, mentre ce ne sta un altro appena battuto in un blog, che titola: Triboniano. Per evitare il presidio pacifico dei Rom, le forze dell’ordine perdono il controllo e pestano a sangue bambini, donne e uomini Di Fabrizio del Gruppo EveryOne
Milano, 20 maggio 2010. Mentre attendevano in piazza della Scala una delegazione di circa 300 Rom dal Triboniano (in un primo momento ce ne erano stati comunicati la metà), i rappresentanti di alcune organizzazioni per i Diritti Umani milanesi venivano raggiunti da una notizia sconcertante: “I Rom sono usciti pacificamente dal campo, senza striscioni né cartelli, senza dar vita ad alcun corteo, ma un poderoso spiegamento di forze di polizia li ha fermati, intimando loro di rientrare nell’insediamento, perché la manifestazione non era autorizzata. I Rom hanno risposto che, come liberi cittadini, avevano diritto a spostarsi liberamente e che eventualmente la polizia avrebbe potuto intervenire, sempre civilmente, perché la libertà di manifestazione è sancita dalla Costituzione, davanti a Palazzo Marino, dove un presidio era stato annunciato per le 18″. Intanto alcuni operatori umanitari e difensori dei Diritti Umani chiedevano un incontro urgente con il vicesindaco o l’assessore alla sicurezza, per protestare contro l’operazione poliziesca e assicurarsi che le autorità cittadine evitassero qualsiasi azione aggressiva da parte degli agenti, in attesa che gli attivisti si spostassero presso il campo di via Triboniano. Nessun rappresentante del Comune di Milano accettava di incontrare la delegazione, mentre un portavoce dell’amministrazione comunale comunicava agli attivisti che il vicesindaco e l’assessore si trovavano già presso l’insediamento. Nel frattempo i Rom venivano pressati dalle forze dell’ordine, che con un’azione preordinata li caricavano. Pochi minuti dopo, il seguente comunicato stampa del Gruppo EveryOne riassumeva la catena di eventi presso il Triboniano:Segnalazioni di azioni violente da parte delle forze dell’ordine contro famiglie Rom del Triboniano”Ci stanno pervenendo in questi minuti numerose segnalazioni, confermate da alcuni fotoreporter di agenzie di stampa e quotidiani nazionali, secondo le quali le forze dell’ordine milanesi avrebbero caricato pesantemente gli abitanti del campo Rom di Triboniano, impedendo con la forza a 300 uomini, donne e bambini dal recarsi pacificamente e non in forma di corteo al presidio convocato oggi alle 18 dalle associazioni umanitarie di fronte a Palazzo Marino”. Lo dichiarano Roberto Malini, presente al presidio di fronte al Comune di Milano, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti con lui del Gruppo EveryOne, organizzazione per i Diritti Umani. “In questo momento la Polizia è all’interno del campo. I Rom sono stati caricati da un cordone di agenti mentre tentavano di uscire dal Triboniano e recarsi pacificamente al presidio, poi la Polizia ha impedito l’accesso a noi attivisti e all’interno del campo è iniziata una tremenda caccia all’uomo tuttora in corso” ha raccontato Stefano, attivista che assiste le famiglie del Triboniano, raggiunto al telefono poco fa da Pegoraro. Ulteriori testimonianze confermavano l’incredibile abuso: “Gli attivisti e i reporter possono vedere con i loro occhi scene da incubo: donne e uomini Rom pesti e sanguinanti, bambini feriti e intossicati dai lacrimogeni, perdita di controllo da parte degli uomini in divisa, che colpiscono alla cieca con i loro manganelli. Una bambina è stata percossa con violenza a un braccio, un giovane Rom zampilla sangue dalla fronte”.
La polizia impediva ai fotografi di fare il loro dovere e documentare il massacro, ma foto e video girano già in rete. “Ci sentiamo di dire alla luce di quanto sta accadendo,” prosegue EveryOne, “che siamo totalmente a fianco dei nuclei familiari Rom di via Triboniano, anche nel caso in cui sia in atto una ribellione alla riferita violenza da parte delle forze dell’ordine. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, infatti, sancisce la ribellione a tutte le forme di violenza e discriminazione quale diritto inviolabile dell’uomo, e come Gruppo sui Diritti Umani, ci dichiariamo pronti a scendere in campo, nella forma nonviolenta che da sempre ci caratterizza, accanto alle famiglie Rom per contrapporre - anche rischiando di ricevere gli stessi abusi - la ragione dei Diritti Umani alla violenza e alla persecuzione che le colpiscono”.
La cronaca da parte degli Antirazzisti Milanesi (condivisibile al 100% in ogni considerazione)
Ore 16: circa 300 rom si avviano a piedi per prendere il tram 14 e recarsi al presidio indetto per le 18 sotto Palazzo Marino.
L’obiettivo del presidio era semplicemente quello di comunicare alle autorità cittadine la piattaforma rivendicativa degli abitanti (qui allegata). Una proposta di accordo che, se accettata avrebbe significato l’abbandono volontario del campo sotto sgombero. Ma percorsi neanche 200 metri uno sbarramento di Polizia bloccava la strada e con fare arrogante intimava ai rom di tornare indietro perché la manifestazione non era autorizzata (falso! dato che erano stati presi accordi precisi con la DIGOS) e spingendo affinché i rom facessero una delegazione di sette persone per andare ad incontrare l’assessore Mojoli. I rom rifiutano la proposta e al primo accenno di proseguire vero il capolinea del 14 parte la prima carica. Come al solito le donne in prima fila, come al solito le vittime non possono combattere: una bambina di due anni ne esce con la faccia segnata dal manganello e parecchie caviglie risultano gonfiate dai calci
Ore 17: dopo un lungo e inutile parlamentare, i rom decidono di tornare indietro, agguerriti più che mai e improvvisano barricate in mezzo alla strada. la manifestazione, nei fatti, si concentra in via Triboniano. La richiesta è sempre la stessa: una risposta alle rivendicazioni unitarie di tutti e quattro i campi sotto sgombero. Anche la risposta è sempre la stessa. Decine di cellulari scaricano agenti, che con ampi cordoni in antisommossa bloccano entrambi gli accessi al campo anche a chi ovviamente stava accedendo dal presidio ormai saltato in centro città
Ore 18,30: Scatta l’ordine di attacco. I cordoni si muovono contro i rom che cominciano ad opporre una forte resistenza. Diverse cariche violente vengono affrontate dagli abitanti del campo. Per ben tre volte l’esercito anti-rom è costretto ad arretrare perché i rom contrattaccano. Ma alla fine numeri e soprattutto violenza armata prevalgono. Lacrimogeni e manganelli costringono i rom all’interno dei campi che continuano a cercare di resistere e contrattaccare.
Da qui in poi non è dato sapere cosa stia davvero accadendo. I solidali che sopraggiungono trovano la strada sbarrata.
Non resta che lanciare un accorato appello ad accorrere verso Triboniano. La resistenza dei rom ha assunto davvero tratti eroici e se oggi la battaglia antifascista riveste un qualche significato e valore universale questo è il momento di dimostrarlo. Il fascismo, sempre di più, è quello dello stato. La resistenza che sgorga dalle viscere della società, è l’unica vera risposta all’altezza della situazione.Parole al vento? A forza di essere vento… Mai servi nè padroni: si sappia.Niente piega l’Amore e Qualcuno lo canta e lo canterà sempre come quello per Khorakhanè.

Doriana Goracci da FB

p.s. l’articolo è stato scritto con la partecipazione di più mani, grazie.

La guerra a Milano
Le forze del disordine stanno bloccando i rom e cercano di respingerli dentro il campo…
Oggi ci sarebbe dovuta essere una loro manifestazione davanti il comune x chiedere il diritto a vivere dignitosamente in case non in campi. Ieri tutto il campo aveva deciso insieme di fare questo corteo ma oggi un ingente schieramento di forze del disordine gli impediscono anche di uscire dal campo..Non hanno diritti non possono nemmeno uscire dal campo “di concentramento”. fanno paura perchè sono stanchi di essere manipolati e presi x il culo dai vari politici e associazzioni caritatevoli ecc. ecc i soliti sciacalli.
ore 17:30
Gli sbirri sono entrati dentro il campo. Lancio di lacrimogeni e cariche violentissime. Caricati anche i bambini del campo. Non fanno avvicinare nessuno,neanche giornalisti. Richiesta presenza.

Gli antirazzisti milanesi, sono tenuti lontano dalla polizia.
I giornalisti on line stanno scrivendo le solite bugie dettate dalla questura, che danno la colpa delle brutali violenze della polizia, ai centri sociali milanesi ed agli anarchici… Capovolgendo come al solito la realtà

Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore…
aggiornamenti audio in tempo reale dirette su
RADIO BLACKOUT TORINO
IN STREAMING:
http://www.radioblackout.org/streaming/
http://www.radioblackout.org/

http://www.informa-azione.info/milano_caricate_famiglie_rom_e_solidali_in_triboniano
Resoconto da antirazzisti milano

Oggi è successo il putiferio in Triboniano.
La cronaca:
Ore 16: circa 300 rom si avviano a piedi per prendere il tram 14 e recarsi al presidio indetto per le 18 sotto Palazzo Marino.
L’obiettivo del presidio era semplicemente quello di comunicare alle autorità cittadine la piattaforma rivendicativa degli abitanti (qui allegata). Una proposta di accordo che, se accettata avrebbe significato l’abbandono volontario del campo sotto sgombero. Ma percorsi neanche 200 metri uno sbarramento di Polizia bloccava la strada e con fare arrogante intimava ai rom di tornare indietro perchè la manifestazione non era autorizzata (falso! dato che erano stati presi accordi precisi con la DIGOS) e spingendo affinchè i rom facessero una delegazione di sette persone per andare ad incontrare l’assessore Mojoli
I rom rifiutano la proposta e al primo accenno di proseguire vero il capolinea del 14 parte la prima carica. Come al solito le donne in prima fila, come al solito le vittime non possono combattere: una bambina di due anni ne esce con la faccia segnata dal manganello degli sbirri e parecchie caviglie risultano gonfiate dai calci

Ore 17: dopo un lungo e inutile parlamentare, i rom decidono di tornare indietro, agguerriti più che mai e improvvisano barricate in mezzo alla strada. la manifestazione, nei fatti, si concentra in via Triboniano. La richiesta è sempre la stessa: una risposta alle rivendicazioni unitarie di tutti e quattro i campi sotto sgombero. Anche la risposta è sempre la stessa. Decine di cellulari scaricano i soldati di Decorato&co.che con ampi cordoni in antisommosssa bloccano entrambi gli accessi al campo inclusi ovviamente chi stava accedendo dal presidio ormai saltato in centro città

Ore 18,30: Scatta l’ordine di attacco. I cordoni si muovono contro i rom che cominciano ad opporre una forte resistenza. Diverse cariche violente vengono affrontate dagli abitanti del campo. Per ben tre volte l’esercito razzista è costretto ad arretrare perchè i rom contrattaccano. Ma alla fine numeri e soprattutto violenza armata prevalgono. Lacrimogeni e manganelli costringono i rom all’interno dei campi che continuano a cercare di resistere e contrattaccare.

Da qui in poi non è dato sapere cosa stia davvero accadendo. I solidali che sopraggiungono trovano la strada sbarrata.
Non resta che lanciare un accorato appello ad accorrere verso Triboniano La resistenza dei rom ha assunto davvero tratti eroici e se oggi la battaglia antifascista riveste un qualche significato e valore universale questo è il momento di dimostrarlo. Il fascismo, sempre di più, è quello dello stato. La resistenza che sgorga dalle viscere della società, é l’unica vera risposta all’altezza della situazione



Riportiamo alcuni aggiornamenti da indymedia lombardia
Ore 16 - I Rom del campo di via Triboniano si erano mossi per raggiungere Palazzo Marino quando sono stati bloccati della polizia e caricati. Ora stanno barricando il campo e fanno appello a tutti perchè si converga sul campo di via triboniano.Ore 16.30 - Le forze dell’ordine stanno bloccando i rom e cercano di respingerli dentro il campo…
Oggi ci sarebbe dovuta essere una loro manifestazione davanti il comune x chiedere il diritto a vivere dignitosamente in case non in campi. Ieri tutto il campo aveva deciso insieme di fare questo corteo ma oggi un ingente schieramento di forze dell’ordine gli impediscono di uscire dal campo. […]

Ore 16.50 - 5 compagni sono tenuti in fermo dagli sbirri…non si capisce se siano in fermo o gli stiano solo prendendo i documenti…

Ore 17.30 - Gli sbirri sono entrati nel campo. Lancio di lacrimogeni e caricherà violentissime. Caricati anche i bambini del campo. Non fanno avvicinare nessuno,neanche giornalisti.

Milano. La polizia carica i rom. Tra i feriti anche bambini e bambine

Giovedì 20 maggio 2010
Il Comune di Milano, entro il 30 giugno, vuole
sgomberare baraccopoli di via Triboniano, nel nulla metropolitano alle spalle del cimitero Maggiore.
I rom del campo nell’ultima assemblea decidono di rifiutare ogni
mediazione e di trattare direttamente con l’amministrazione meneghina.
La scelta è per un presidio in piazza della Scala, di fronte a Palazzo Marino, sede del Comune.
Tutto secondo le regole, tutto a puntino: nei giorni precedenti la
questura era stata avvisata e non c’era alcun divieto.
Antirazzisti solidali attenderanno inutilmente i rom in centro. All’uscita dal campo le famiglie dirette alla fermata dell’autobus vengono bloccate dalla polizia. Solo una delegazione di sette può andare al presidio, gli altri non possono uscire, sono prigionieri nel campo.
Il filo spinato sui muri perimetrali della spianata di baracche, assume un
senso più chiaro.
I rom non ci stanno. Sono stanchi delle proposte dei misericordiosi mediatori dello sgom bero, la banda di (don) Colmegna che continua a proporre soldi per tornare a “casa” a chi se ne va spontaneamente e firma
che non torna per 15 anni. La massima concessione è un aiuto per la pigione a chi lavora con un contratto a tempo indeterminato e riesce a trovare qualcuno disposto ad affittare un appartamento ad un rom.
La polizia carica brutalmente in via Barzaghi. Nessuno dei 250 rom loro deve prendere il tram 14 e raggiungere piazza della Scala. Nessuno deve sentire la loro proposta al Comune. Per l’amministrazione di Milano i rom di Triboniano sono disadattati, criminali e stupidi, manovrati da un
gruppo di sobillatori di professione, ossia quelli del comitato
antirazzista di Milano.
Le loro proposte non debbono essere prese in considerazione. A priori.
Dopo la lunga giornata di resistenza del 13 maggio, quando con barricate e
auto in fiamme i rom si erano opposti all’ennesimo sfratto di una famiglia del campo, i media si erano scatenati, creando il clima per la giornata di violenza di ieri.
Le proposte che nessuno ha voluto sentire erano troppo banali e sensate perché il comune razzista di Milano potesse permettersi che venissero esposte pubblicamente da uomini e donne venuti a difendere la propria dignità e quella dei propri figli.
La comunità europea ha stanziato dei fondi a sostegno delle comunità rom.
Questi fondi, gestiti dal Comune, sinora sono stati utilizzati per operazioni di ordine pubblico: il controllo dei campi ed il finanziamento di associazioni come la Casa della Carità di (don) Colmegna che gestiscono
da piccoli kapò le baraccopoli.
La proposta dei rom è semplice: usare i soldi dell’UE per assegnare aree
abbandonate all’interno del comune di Milano, autorecuperabili a costo zero, garantendo nel contempo la continuità scolastica ai bambini. I Rom, anche se le favole stupide su di loro ce la raccontano diversa, vorrebbero
come tutti una casa vera, ma si accontenterebbero di un terreno per piazzarvi la loro baracca.
Troppo. Per i razzisti che siedono a Palazzo Marino, il vicesindaco De Corato e l’assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali, Mariolina Moioli.
La parola – come sempre in questa Milano silente e feroce – passa ai manganelli.
Torniamo in via Barzaghi. Al pomeriggio di violenza di ieri.
La polizia carica tre volte. Ogni volta i rom resistono. A mani nude, pietrate, lanci di bombole, barricate. Ogni volta la polizia arretra. Poi scagliano decine di lacrimogeni e lanciano un blindato in corsa folle contro la gente che resiste. Colpiscono tutti quelli che trovano sulla strada. Nel campo vivono 150 bambini: nemmeno loro vengono risparmiati dalla furia razzista.
L’intera zona viene isolata. Gli antirazzisti, pochi, troppo pochi, vengono tenuti a distanza.
Oggi i quotidiani raccontano un’altra storia: blaterano di manifestazione non autorizzata e di cariche di contenimento. Nessuno dice di bimbi gasati, dei segni dei manganelli sulle schiene dei rom, della bambina di sette anni colpita ad un  braccio.Capita di fronte agli orrori del fascismo e del nazismo che qualcuno si domandi come siano state possibili le deportazioni di massa, i campi, la soluzione finale.
Chi guardasse il nostro oggi dalle baracche di via Triboniano saprebbe la risposta. Una risposta che dovrebbe inquietare una società che si pretende civile.
Se non ora, quando? Se non io, chi per me?
L’indifferenza è complicità.Lunedì 24 maggio
ore 21
corso Palermo 46 Torino
Resistenza Rom
Con Anto D’Errico del Comitato Antirazzista di Milano

presidio notav Susa: Minacce di Sgombero!!!

20 Maggio 2010
Giovedì 20 Maggio 2010

ore 10:30
Questa mattina si sono presentati presso il presidio Notav dell’autoporto di Susa 2 tecnici della smat con tanto di fogli per l’inizio di alcuni lavori presso i terreni del presidio, attivo dal Dicembre 2009.
In pratica i tecnici hanno spiegato agli occupanti del presidio che di lì a poco partiranno nuovi sondaggi e perciò il popolo Notav dovrà smantellare il prersidio…

A Sarà dura
No Tav No Sondaggi

NOTAV!

G8 Irruzione scuola Diaz : Condannati tutti i vertici della Polizia

19 Maggio 2010

rassegna stampa sentenza secondo grado scuola Diaz G8 Genova 2001

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Torino - Grande giornata della bugia

18 Maggio 2010

GRANDE GIORNATA DELLA BUGIA – presso la sede della Stampa – presenta: Massimo Numa

Sabato 22 Maggio 2010 una grande festa celebrerà al pubblico il primato detenuto dal quotidiano La Stampa che, grazie al suo giornalista Massimo Numa, si distingue da sempre e ancora una volta tra le testate giornalistiche torinesi per la campagna diffamatoria nei confronti della “galassia anarchica”, degli squatter e non solo.

Da sempre le manifestazioni di libero pensiero, in quanto non omologate o non controllate dalle istituzioni, subiscono giornalmente da parte degli organi di informazione, e in particolare da certi giornalisti, un attacco fortissimo con menzogne e fatti distorti o letteralmente capovolti.

Abbiamo spesso potuto leggere come il miglior pennivendolo de La Stampa sia in buoni contatti con la questura e sia pronto a fornire una parziale e menzognera versione dei fatti che sia però coerente con ciò che viene comunicato dall’alto.

Il più recente esempio: nei giorni seguenti le perquisizioni e gli arresti del 12 maggio ha sfoggiato il meglio delle sue qualità qualificando un gruppo di persone che stendono uno striscione come un gruppo di criminali (anarchici e delle case occupate) intenzionati ad attaccare la sindone e la polizia, semplicemente perchè si sono recati nella “zona rossa” di Torino, le porte palatine.

In ultimo questo episodio appena elencato dovrebbe farci riflettere su come hanno cercato di giustificare una risposta spropositata e assolutamente di stampo fascista da parte della polizia che ha arrestato due ragazzi perché avevano attaccato uno striscione che recava la scritta: “TUTTI LIBERI” di fronte ai pellegrini.

Per questo Sabato saremo alla sede de La Stampa a distribuire le bugie che ogni giorno si comprano con il giornale, portando uno e più esempi di come la maggiore testata giornalistica torinese non sia un organo di informazione imparziale ma sia complice di questa repressione che vuole limitare la libertà di tutti.

L’APPUNTAMENTO E’ PER SABATO 22 MAGGIO 2010 DALLE 16 PRESSO LA SEDE DEL QUOTIDIANO LA STAMPA IN VIA ROMA ANGOLO VIA BERTOLA

TORINO SQUATTER

Massimo Numa

arrestati per un’azione pacifica alle porte palatine

14 Maggio 2010

fuori tutti dalle galere!!!!!

Libertà!!!!!!

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Torino, 14 maggio 2010 ore 16 Porte Palatine.
LIBERTA’ IMMEDIATA PER ANDREA,  GABRIELE, I COMPAGNI DEL 12 MAGGIO E TUTTI!!
Doveva essere la solita azione pacifica ad effetto mediatico per chiedere la libertà dei  nostri compagni arrestati e quelli inquisiti  il 12 Maggio 2010, ma questa volta qualcosa, non per colpa nostra, è andato storto…
Verso le 16 di venerdì 14 Maggio, un gruppo di solidali si è avvicinato pacificamente alle Porte Palatine, situate a pochi passi dal Duomo, dove dal 10 Aprile c’è la kermesse folcloristica dell’ostensione della sindone,  ed ha steso uno striscione nero -vedi foto- .
Immediatamente è arrivato un agente in borghese del commissariato vicino, e  con fare minaccioso e vioolento ha ordinato ai propri colleghi di fermare alcuni nostri Compagni. E così fra la tensione alle stelle che hanno creato gli uomini in divisa, Andrea e Gabriele sono stati strattonati, ammanettati e portati in questura. Sembrava, ed in effetti era una cosa da poco… Nel senso che, se si ragiona, ma gli sbirri difficilmente lo fanno… è talmente assurdo che, per uno striscione esposto si vada in galera… Qui ormai viene violato il seppur minimo diritto d’espressione… La tanto democrazia di merda che va a sventolare il presidente Napolitano…
No! La polizia non ci sta  a fare l’ennesima figura di merda, come la sera precedente al Salone del libro… Ecco perchè sono intervenuti così violentemente contro un’azione pacifica…. Ecco perchè i Nostri Compagni Andrea e Gabriele ora sono in galera con le accuse di resistenza, violenza e lesioni!

Ci faremo sentire molto presto!

TUTTE E TUTTI LIBERI!!!
Già da domani saremo in strada a lottare!

Related Link: http://tuttosquat.net

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Torino : Irruzione al Salone del libro. Ennesima figura di merda della Questura di Torino

14 Maggio 2010
Torino Giovedì 13 Maggio 2010
Blitz al Salone del Libro in Via Nizza
Verso le 19 un nutrito gruppo di solidali agli arrestati ed inquisiti  dell’ultima “brillante” operazione di lunedì scorso,  ha fatto irruzione al salone del libro ed ha interrotto la presentazione del libro scritto dal prefetto di Torino Padoin, che era presente, uno dei responsabili delle violenze di Stato, contro il popolo No Tav, gli immigrati ed i movimenti
sociali in lotta.  A fianco di Padoin c’erano anche il Procuratore capo di Torino  Caselli ed il Procuratore Generale Maddalena. Il  gruppo di solidali ha esposto uno striscione con su scritto “Tutti Liberi!”, ha   fatto un volantinaggio e, da come si è sentito e visto dalle immagini del tg3 Piemonte, urlato slogan di libertà.
Prossime iniziative sabato presidio in piazza Della Repubblica/Giulio Cesare e sotto il carcere Vallette! Libertà